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Visualizzazione dei post da Aprile, 2016

Steve Jobs (di Danny Boyle, 2015)

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A me Danny Boyle non piace. Sì, lo so, è dura trovare qualcosa o qualcuno che mi piaccia e in effetti mi sento spesso come uno di quei vecchi brontoloni che trova il pelo nell'uovo di qualunque situazione, persona, nomi, cose, città, animali. Ma per me la carriera di Danny Boyle (e il suo successo) è stata tutto un errore e non mi piaceva affatto l'idea che la regia del film oggi recensito fosse stata affidata a lui. Perché a me, stranamente, Steve Jobs è sempre piaciuto. Non l'ho mai considerato un genio, né un grande uomo: per me Jobs era un piccolo uomo in tutta la sua umanità, uno stronzo assoluto, bipolare, megalomane/egocentrico. Una di quelle persone che però ha cambiato il mondo attraverso folli visioni a cui nessuno avrebbe dato retta se non fosse stato per quel magnetismo che trasudava, per quel desiderio di rendere reale la propria immaginazione, di trasfigurare la realtà attraverso il proprio pensiero.
E' ovvio quindi che io non abbia fatto salti di gioa s…

Youth - La giovinezza (di Paolo Sorrentino, 2015)

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Il mio rapporto con Paolo Sorrentino si sta facendo sempre più complicato ogni film che passa. Ovviamente le cose non sono sempre state così, credo che questa relazione complicata sia cominciata nel 2011 con This Must Be the Place, primo film interazionale del regista. E credo che il "declino" di Sorrentino sia iniziato proprio con questa pellicola. Ovviamente ho usato la parola "declino" di proposito, esagerando. Sorrentino, per me, rimane simbolicamente il più grande regista italiano contemporaneo. Solo che ho percepito (forse sbagliando, chissà) una certa megalomania negli intenti che lo spinge e lo porta ad esagerare. Non tanto da un punto di vista concettuale quanto da quello estetico. 
La cosa si è notata con La Grande bellezza, film vincitore del Premio Oscar nel 2014, dove però l'esagerazione si rivelava diegetica, necessaria, assolutamente imprescindibile al contesto narrativo. In quel caso gli intenti del regista si rivelarono palesi e, sebbene la co…

Addio Gato Barbieri (1932 - 2016) - R.i.P.

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Quest'anno è un'ecatombe. Quest'anno il mio cuore si sta spezzando troppe volte. Miti che scompaiono, eroi che prima c'erano, ora non ci sono più, persone a me care, reali, che ho amato e che mi lasciano per sempre. E' terribile, mi fa sentire un perdente. Perché continuo a perdere qualcosa, ogni volta, dopo ogni morte celebre o personale che sia, per la malattia o per la vecchiaia. E certo, rimarranno nel mio cuore, ma non è (non può essere) la stessa cosa.
Oggi se ne va Gato Barbieri. Il sassofonista rimarrà per sempre ma l'uomo ci ha lasciati. Uno dei miei miti, uno di quelli che mi ha reso la persona che sono adesso. Perché lo ascoltavo, mi ha accompagnato al cinema, è stato uno dei motivi per cui ho iniziato a suonare il sax. Ho gridato il suo nome da ubriaco quando partivano i suoi soli, ho provato ad imitarlo, a suonarlo. L'ho ascoltato quando ero felice, mi ha fatto da colonna sonora quando ero triste, con il cuore a pezzi, quando non sapevo (non p…