Post

Visualizzazione dei post da Gennaio, 2017

The Autopsy of Jane Doe (André Øvredal, 2016)

Immagine
Quando il cinema horror ti sbatte in faccia film sopra la media, la tentazioni di incensarli ed elevarli oltre gli effettivi meriti (nella stessa misura in cui essi stessi si sono auto-elevati oltre ogni aspettativa) è sempre grande. Ed è, secondo me, quel che è successo ultimamente con The Autopsy of Jane Doe, film d'esordio in lingua inglese del regista norvegese André Øvredal, conosciuto dai cineamatori di genere per aver girato nel 2011 l'interessante mockumentary Trollhunter.
Oppure sono io a capirci poco o niente, cosa molto probabile, perché un po' in tutto il mondo si sono esaltati per questo horror “old style”, sopratutto gli americani (quasi ad averlo girato sia stato uno di loro) mentre io, pur essendomelo goduto, ho trovato grosse difficoltà ad esaltarmi a post visione. Sarà perché, nonostante sia stato girato da Øvredal, il film è stato scritto da Ian Goldberg e Richard Naing, autori televisivi da me non particolarmente graditi (Once – C’era Una Volta o Termi…

Pet (di Carles Torrens, 2016)

Immagine
Tempo di recuperi di alcuni film dell'anno passato che non ho avuto l'occasione di guardare. E sì che c'è tanta roba che mi sono perso e tanta roba nuova da guardare di questo 2017 appena agli inizi, ma il rischio di accumulare film arretrati è troppo grande, soprattutto quando il tempo a disposizione è veramente poco.
Oggi tocca a Pet, horror del 2016 diretto dallo spagnolo Carles Torrens alla sua prima opera di un certo peso oltre oceano. Approdato nei cinema americani il 2 Dicembre scorso, Pet è un film che ha fatto il giro dei festival, presentato in anteprima nel Marzo del 2016 al South by Southwest e successivamente al Sitges, festival internazionale del cinema fantastico della Catalogna, dove ha vinto il premio per la miglior sceneggiatura.
Seth è un uomo solitario e un po' sfigato, imprigionato in una quotidianità squallida fatta di casa e lavoro. Seth però il suo lavoro lo ama: fa l'inserviente nel canile locale e accudisce i tanto da lui amati cani. U…

L'assolutismo dei pareri personali e il concetto di noia

Immagine
Niente, non ho nessun film di cui parlare oggi quindi devo occupare il buco lasciato per il post della settimana. No, a parte gli scherzi, breve post riflessivo, articolo su qualcosa che reputo intollerabile già da diverso tempo e a cui credo di aver dato accenno in taluni post del passato: l'assolutismo dei pareri personali.
Colpa di Facebook? Colpa del web? Colpa della democrazia? Beh, credo un po' di tutto, un po' di niente. Perché il diritto di potersi esprimere è e resta sacrosanto, ma la diffusione che il "pensiero personale" ha raggiunto negli ultimi anni ha messo in crisi il valore che abbiamo sempre dato alle "opinioni".