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Visualizzazione dei post da Settembre, 2017

Stephen King e il male dell'adolescenza

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Manca poco e finalmente anche noi potremo gustarci il nuovissimo IT al cinema. Già, perché come al solito noi italiani siamo i figli della schifosa e nel bel paese il film di Andrés Muschietti, tratto dall'omonimo romanzo di Stephen King, arriverà in ritardo. Detto questo e incazzature a parte, manca davvero poco e siamo tutti qui, con la bava alla bocca e l'hype a mille visto il successo che il film ha e sta continuando ad ottenere, dopo aver stracciato qualunque record di incassi per quanto riguarda il genere horror.
Io, per prepararmi bene bene all'uscita di IT, mi sono andato a rileggere il romanzo. Che no, non ritengo un capolavoro, trovandolo affetto dai soliti difetti della narrativa kinghiana moltiplicati per cento, vista l'enorme mole di pagine da cui è caratterizzato. O forse non è semplicemente tra i miei preferiti, lo ricordavo meglio, la memoria inganna e i gusti cambiano. Bla bla bla. Opinioni personali - quindi opinabili - che non importano e di cui non…

The Belko Experiment (di Greg McLean, 2016)

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Greg McLean è un entità sovrannaturale che sconvolse il mondo del cinema horror australiano grazie ad un paio di film che tutt'ora sono oggetto di culto, quel tipo di film che tra vent'anni avranno lo stesso status raggiunto dai nostri classici dell'orrore e che, forse, qualche futuro appassionato metterà nella personale classifica di gradimento. Certo, non ci si può dimenticare di The Darkness (2016) e della sua mediocrità, ma potremmo ragionare sul fatto che grande talento e grande capacità non servano a una mazza se messi a servizio di un prodotto costruito sulle basi sbagliate. E poi non esiste regista che non sia stato vittima di almeno uno scivolone in carriera.  E infatti Greg McLean, lo stesso anno, ha girato un film notevole se inserito nella propria dimensione: quella del giocattolo splatteroso. Che poi solo giocattolo non è visto il sottotesto che lo percorre. Ovviamente sto parlando di The Belko Experiment.
Per The Belko Experiment (da questo momento in poi sem…

Dunkirk (di Christopher Nolan, 2017)

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"Sono solo sopravvissuto..." "E ti pare poco?
Io non sono un fan di Christopher Nolan. Manco per niente. Con questo non voglio dire che non mi piaccia. Anzi, alcuni dei suoi film li ho amati davvero, compreso il tanto bistrattato Interstellar. Questo perché a me il cinema di Nolan, a volte, emoziona. Anzi, questo perché trovo emozionante il lato umano del suo cinema. Non la parte intellettuale, quindi. Non il meccanismo cervellotico. Insomma, non quando un regista si prende sul serio, come al solito. Quindi forse (anzi, sicuramente) qui entriamo nell'ambito delle considerazioni personali, al di là di qualunque giudizio estetico. Certo, anche l'emozione ha la propria estetica. Ma il fatto è che Dunkirk si avvale dell'estetica cinematografica per emozionare. Può fallire con te e funzionare con me, ma non si può mettere in dubbio. 
Siamo all'inizio degli anni '40. La Francia è in mano ai tedeschi, francesi e inglesi sono stati spinti sulla costa e milioni…

Twin Peaks: The Return - La mia interpretazione

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Analisi precedente

DOPO IL MIO TENTATIVO DI ANALISI DI IERI, ECCO QUI LA MIA PERSONALE INTERPRETAZIONE A TWIN PEAKS PARTENDO DAL FINALE DI THE RETURN. ESSENDO MIA E PERSONALE, POTREBBE VENIR SMENTITA DA NUOVE RIVELAZIONI, NUOVE OPERE, NUOVE TEORIE. 
Oh, sì, ecco: qual è la mia interpretazione di TP3? Ovviamente questo post è totalmente e assolutamente SPOILER.
Io sono tra quelli che credono che si tratti di un sogno. Si fa spesso riferimento, nella serie stessa, al fatto che sia tutto un sogno e in un sogno i personaggi si muovano. Si parla di un sognatore e ci si chiede chi sia. Io ho dedotto che il sognatore potrebbe essere Cooper, che però in realtà non è Cooper. Oppure Cooper si rende conto di essere personaggio di un sogno/fiction? Ma andiamo con ordine.
PARTE 17
Con la Parte 17 si conclude la saga di Twin Peaks che tutti conoscevamo: il buon Cooper torna a casa, si ricongiunge con Diane, il male (BOB) viene sconfitto, il doppelganger ucciso, Cooper trova il modo di salvare Laura P…

Twin Peaks: The Return e la televisione che cambia.

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AVVISO: HO SCRITTO UN POST COSì LUNGO CHE HO DECISO DI DIVEDERLO IN DUE. OGGI PUBBLICHERO' LA MIA OPINIONE SULLA SERIE E LA MIA ANALISI. DOMANI DARO' INVECE LA MIA INTERPRETAZIONE, A PARTIRE DAL FINALE. 

"Nell’oscurita di un futuro passato il mago desidera vedere". E’ secondo me in questa frase cardine (parte di una sorta di filastrocca) che è nascosto il senso ultimo e totale di Twin Peaks. E quando scrivo Twin Peaks, intendo tutto il suo universo: le prime due stagioni anni ’90, il film prequel Fuoco Cammina Con Me, i libri e la terza stagione andata in onda durante questo 2017, Twin Peaks: The Return.
Twin Peaks 2017. Twin Peaks 3. Twin Peaks: Il Ritorno. Tre modi per definire la stessa cosa, ma solo il terzo è corretto, perché l’ultima stagione del capolavoro ideato da David Lynch e Mark Frost in realtà ha una forma tutta sua che esula da quella tipica degli standard televisivi, tanto attuali quanto del passato. TP3 (lo chiameremo così per comodità), piuttosto che…

George Romero Day: Wampyr (Martin), 1977

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Lo scorso 16 Luglio un altro grande maestro del cinema horror (ma del cinema tutto, che i limiti e le categorie mi infastidiscono) ci ha lasciati: George A. Romero. E ovviamente la solita cricca di blogger ha deciso di rendergli tributo e omaggio in questo Blog of the dead.
Vuoi o non vuoi, al di là degli effettivi meriti tecnici (che ci sono, sono evidenti, nonostante in molti facciano finta di no), Romero è stato il papà degli zombi moderni e spesso la sua influenza per quanto riguarda il cinema horror è stata circoscritta alla sua famosa trilogia (a cui poi si sono aggiunti altri tre film, col passare degli anni). Il suo esordio risale al 1968 (La Notte dei Morti Viventi), il suo capolavoro al 1978 (Zombi), ma Romero, nella sua lunga carriera, si è occupato anche di altro. Ad esempio di vampiri.
Il film Martin (arrivato in Europa con il titolo Wampyr nel 1978) è del 1977 e affronta la tematica vampiresca in maniera assolutamete originale, quasi decostruendo il mito del vampiro che…

The Void (di Steven Kostanski e Jeremy Gillespie, 2017)

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E' notte, c'è una casa isolata. Capiamo subito che qualcosa di brutto è successo, poi viene inquadrata una porta e questa porta ha un triangolo disegnato sopra. A un tratto la porta si apre e vediamo un ragazzo correre via: sta scappando. Al suo seguito una ragazza, sta scappando anch'ella, ma due uomini (uno un ragazzo, l'altro un adulto fatto e finito) le sparano e la fuga finisce qui. Il ragazzo invece già non si vede più: è sparito tra i campi, forse dentro al bosco scuro. No, non sono impazzito, non vi sto facendo spoiler. Questi sono i primissimi minuti di The Void, il film comincia così. Neanche il tempo di vedere i titoli di testa scorrere che il film vi ha già preso, vi ha già affascinato. Siete fregati ancor prima di iniziare, The Void ha già vinto, al netto di tutti i suoi difetti e le sue mancanze.
Siamo in Canada, dietro la macchina da presa troviamo Steven Kostanski e Jeremy Gillespie, due registi del collettivo Astron 6. L'anno è il 2016, anche se i…