Auguri per la tua morte (di Christopher Landon, 2017)


E' incredibile come, nell'epoca della globalizzazione, dell'assenza di confini "virtuali" e dell'informazione cosidetta libera che dovrebbero amplificare l'idea non solo di fruizione ma, soprattutto, di comprensione, rimaniamo così isolati nei limiti della nostra percezione da non aver ancora acquisito l'abilità di guardare il mondo da un punto di vista più generale. 
Compreso il mondo del cinema. 
Insomma, ci limitiamo ancora solo a giudicare e a farlo limitandoci al nostro ristretto campo d'esperienza. Per questo un film diventa "una cagata" e un altro "un capolavoro". Lo diciamo, ne siamo convinti, ma se ce lo chiedono non riusciamo a spiegare bene il perche. 

Auguri Per La Tua Morte (Happy Death Day) è l'ennesima produzione della Blumhouse Productions. Non dico "l'ultima" perché, nel momento stesso in cui ne parlo, potrebbe essere uscito già un nuovo film prodotto da Jason Blum. Siamo nel pieno "teen horror" con echi anni 2000, dello slasher adolescenziale dei tempi che furono, se non fosse che questo film diretto da Christopher Landon e scritto da Scott Lobdell contiene tante di quelle finezze da elevarsi senza fatica rispetto al piattume che questo genere di prodotto può inglobare. 

Tree Gelbman è una studentessa del college un po' stronzetta che, il giorno del suo compleanno, viene uccisa da un killer mascherato. Quella però non è la fine, ma solo il preludio ad un reiterato inizio: dopo essere stata uccisa infatti, Tree torna in vita per rivivere sempre la stessa giornata fino alla propria morte. per poi ricominciare. 


Quando prendi Ricomincio da Capo (citato proprio in Happy Death Day) e lo estrapoli dal contesto facendolo divenire uno slasher, l'unica soluzione per non farlo sembrare un film ridicolo è trasformarlo in una horror comedy. Comedy americana, dalla comicità a volte persino sguaiata. Infatti Auguri Per La Tua Morte è un film che non fa paura, che a volte fa ridere, che si dimostra capace di mettere in scena un meccanismo già sfruttato rendendolo comunque interessante. Eppure, secondo me, c'è anche altro. Forse è quel tipo di film che un tempo avrebbe sancito la morte del genere e che oggi, invece, diventa un modo per reiterarla ridendoci sopra. Un horror che ricicla se stesso consapevolmente e che, in questo riciclarsi, gioca con i topoi arrivando a riderne e a ridere di se stesso.

Quindi, ancora una volta, il genere stigmatizza se stesso facendolo con leggerezza. Senza prendersi sul serio. Anzi, cercando di sfruttare i meccanismi tipici fino a renderli comici proprio per il loro ripetersi alla sfinimento. Un po' come si ripetono allo sfinimento i film della Blumhouse, alternando diamanti a letame. Letame che ha concimato quella che potremmo definire il fulcro dell'industria di genere hollywoodiana. 
Quella che può sembrare uno sciocchezzuola, quindi, diventa l'ennesimo tentativo di riflessione. Infondo, ogni volta che la protagonista si risveglia il giorno del proprio compleanno, campeggia quel bellissimo poster di Essi Vivono lì sul muro, sopra il letto. Vorrà dire qualcosa? Secondo me sì. 
Senza però voler necessariamente dare questa lettura, quello di Landon è un horror godibilissimo anche di per se. Solo che non lo è per le sue caratteristiche horror (di cui salvo solo la maschera del killer, troppo inquietante). Tutte le morti avvengono fuori campo. Non c'è sangue, né ci sono momenti di vera tensione. Volutamente. C'è però un meccaanismo perfetto che funziona anche quando sembra che si sia incartato. Non vi spiego altro perché qui NON SI FANNO SPOILER.


Auguri Per La Tua Morte è un film che non diventerà mai un cult. Che non si farà mai ricordare negli anni. Però se si fa lo sforzo di guardarlo senza rimanere necessariamente ancorati all'idea che di horror ci siamo fatti, allora funziona benissimo, al netto dei suoi difetti. E che sollazza. 

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