[Fumetti] Gli Ultimi Giorni di Pompeo (di A. Pazienza)


Non ho nessuna intenzione di recensire questo fumetto. Non ne sarei in grado, pur volendo. Questo perché Gli Ultimi Giorni di Pompeo è un capolavoro. Punto. Fumetto? Non solo. La prosa si fonde perfettamente coi disegni. E che disegni. Ma se ci si limitasse a vedere quest'opera da questo punto di vista, allora non le si renderebbe giustizia. Andrea Pazienza, un genio checché egli ne dicesse, butta nel suo ultimo lavoro tutto quel che forse lo perseguitava, consciamente e inconsciamente. Quasi un prematuro testamente artistico, non una confessione come formalmente potrebbe apparire, ma un modo per esorcizzare i propri demoni. Cosa che però il Paz non è riuscito a fare: dei propri demoni non ci si può liberare, ci si può solo convivere. Non tutti sono in grado di farlo. 

Gli Ultimi Giorni di Pompeo è un'opera potente, disperata, crudele. Pazienza, attraverso il suo linguaggio sperimentale, che coniuga slang, forme dialettali, ricerca poetica ed echi futuristi, racconta un'avventura metropolitana che spesso sfocia nell'autobiografia. 


Attraverso la forma del diario (e degli appunti) sviluppa il suo alterego letterario Pompeo e lo usa come strumento, mezzo catartico. Solo che la realtà che racconta non permette sconti: non c'è salvezza, né redenzione. C'è solo il tempo per chiedere scusa, nonostante le scuse non servano a nulla. Quando la morte si avvicina però, forse, si è in grado di vedere le cose con più chiarezza. Intanto ricorrono i dolori e i vizi, le prese di coscienza e le ricadute. L'amore perduto, che perseguita senza poterci fare niente. La consapevolezza di essere giganti in un mondo di nani, ma di non essere in grado di restare in piedi per più di qualche minuto. Colpa della nausea che ti assale, da spegnere con una siringa.  

Non si può parlare de Gli Ultimi Giorni di Pompeo. Non lo si può "recensire". Lo si può vivere e  poi spiegare quel che ti ha lasciato. Ma come si possono spiegare le lacrime che pretendono di sgorgare a forza mentre si legge? O i brividi che pervadono le membra? Per quanto questa sia finzione, si affaccia alla vita con prepotenza, se ne nutre, la veicola. Stona fare questo discorso parlando di Pompeo, ma così è. E se volete fare qualcosa di buono per voi stessi, se vi va di farvi del bene, allora dovete leggere questo fumetto. Rileggerlo, se lo avete già fatto. A tirare le somme ci penserete voi stessi una volta finito. 

"Amore mio, è dolcissimo non appartenenti. Quando mi hai rifiutato? Non lo ricordo più".

Commenti

  1. Manco un commento per questo capolavoro?
    Bellissimo!
    All'epoca mi lanciai in una vera full immersion delle opere del buon Paz.
    Certo, saranno almeno dieci anni che non le rileggo.

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    Risposte
    1. Io purtroppo conosco solo Pompeo e Phentotal. Al più presto voglio rifarmi con Zanardi. Comunque sì, capolavoro assoluto. Grazie del commento :)

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