[Fumetti] Nonni (di Tonio Vinci, 2017)



Dopo lunga assenza torna Combinazione Casuale, ma si abbandona momentaneamente il cinema e si parla di fumetti. Fumetti italiani. 

Nel film Una Storia Vera di David Lynch c'è un dialogo che mi è sempre sembrato meravigliosamente malinconico e che fa pressappoco così: 

"Qual è la cosa peggiore della vecchiaia?"
"Il ricordo di quando eri giovane!"

Questo frammento di dialogo mi è tornato alla mente proprio ieri leggendo la graphic novel Nonni, scritta e disegnata da Tonio Vinci ed edita dalla casa editrice Tunué. Una storia semplice ma che, nella propria semplicità, ha la forza di infrangere un taboo secolare: quello sul sesso tra anziani.

Perché sì, anche gli anziani fanno sesso, mammiferi anch'essi, esseri umani che d'istinto sono portati ad accoppiarsi e a ricercare la compagnia del sesso da cui più sono attratti. 

Sandro è un postino in pensione, ha settantadue anni e dopo l’improvvisa morte di Lidia, sua moglie, cade in una profonda depressione fatta di solitudine e del ricordo del tempo che fu, della giovinezza perduta e di un'amore che lo aveva accompagnato per tutta la vita. Questo fino alla scoperta di un mondo (quello fatto di anziani celibi, nubili o vedovi) della terza età che va ben oltre le bocce o le panchine dei parchi... un mondo in cui ci si può riscoprire e magari trovare se stessi. 


Nonni è una storia tragicomica, che dal dramma passa alla commedia per poi macchiarsi di sfumature nuove, satiriche e grottesche. Che, sporca di realismo, si dipinge coi colori della farsa per sviluppare un tema che va ben oltre l'estetica pop con cui l'autore la ritrae. 
Noi lettori seguiamo le avventure di Sandro e ci immergiamo nel suo mondo, condividendone dolori e gioie, noia e sorprese, respirando la solitudine del protagonista per poi trovarci immersi in una realtà in cui ci sentiamo doppiamente estranei, per assurdo noi fuori tempo massimo (questa volta) ma ancora più curiosi, sebbene per motivi diversi da quelli del personaggio. 

Ammettiamolo: il pensiero che anche gli anziani possano far sesso un po' ci disturba. L'immagine di loro, con la pelle flacida, le bocche sdentate e le anche claudicanti, che si avvinghiano nudi tra le lenzuola, potrebbe facilmente alimentare i nostri incubi. Il problema, forse, è che non riusciamo a immaginarci noi per primi in una situazione del genere: solo il pensiero ci terrorizza. Associamo la vecchiaia irrimediabilmente al tramonto della nostra vita e ne veniamo annichiliti. 

In Nonni, con rara naturalezza, Tonio Vinci utilizza il sesso come pretesto per parlare proprio di questo. Perché questo splendido fumetto non fa altro che raccontare la (ri)scoperta di se stessi in quella fase della vita a cui si guarda come a un epilogo ma che, a conti fatti, può diventare benissimo un nuovo inizio. Nonni ci spiega come l'età sia solo un numero che ci portiamo addosso ma che poco ha a che fare con la vita e con il suo significato più profondo, un sentimento totalizzante di cui amore, desiderio, tristezza e gioia sono solo frammenti, tessere di un mosaico ben più ampio.


Nonni ci racconta la leggerezza del sentirsi liberi a qualunque età, liberi dal peso di quel ricordo di cui sopra: quello della giovinezza perduta. La libertà di tornare giovani, insita nell'"essere" e non nel "dover essere", in un romanzo (grafico) di formazione atipico. Perché, in effetti, non c'è un'età giusta in cui scoprire e scoprirsi, rinnovarsi e (perché no) crescere. La forza di vivere sta nel vivere finché se ne ha la forza, forse.

Il bello di opere come questa è che stimolano l'interpretazione dando una marea di spunti di riflessione. Quando ciò accade per temi "di nicchia", si emerge dalla lettura con quel qualcosa in più in grado di arricchirti ed è per questo che ritengo Nonni un'ottima opera prima, divertente e malinconica, che con freschezza e leggerezza ti porta in profondità. Le tavole si susseguono con un gusto squisitamente cinematografico raccontando tanto con le parole quanto con i silenzi. Caratterizzata inoltre da disegni sempre funzionali (che io ho apprezzato particolarmente). 

Una bella scoperta, insomma. Assolutamente consigliata!

Commenti

  1. Sembra davvero un bel progetto. I disegni sono davvero belli ed evocativi... ci faccio un pensierino!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Un punto di vista originale su un tema niente affatto scontato e sviluppato veramente bene. Poi io di disegni ne capisco poco ma questi mi sono piaciuti parecchio. Poi è un'opera prima. Il fumetto italiano è in forma...

      Elimina

Posta un commento

Info sulla Privacy

Post popolari in questo blog

6 racconti creepypasta che non vi faranno dormire la notte

Breaking Bad - Recensione e curiosità di una serie già cult

Top 5: le Creepypasta (o leggende web) più inquietanti

Le 10 fobie più strane, stupide, atipiche

Verità o leggenda? Red Rooms, quando la realtà diventa horror