Shark - Il primo squalo (The Meg)


Di ritorno dalla chiusura estiva del blog, mi ritrovo a parlare di un film estremamente estivo, uscito nei cinema nostrani due - tre settimane fa. Infondo cosa c'è di più estivo di un film sugli squali?

Ora, il cinema d'estate è un po' un terno al lotto eppure forse resta il mio periodo preferito: meno gente, fresco, horror. Perché sembrerebbe quasi che ci provino un gusto sardonico i distributori nostrani ha far uscire film dell'orrore tra Luglio e Agosto, in sala. Da qui forse nasce un grande fraintendimento riguardo Shark - Il primo squalo (ok, titolo idiota, per correttezza e velocità d'ora in poi lo chiamerò solo The Meg): nonostante sia un film su uno squalo preistorico che mangia la gente, questo non è un horror. E' ancora più lontano dall'horror di Jaws del 1975, che in realtà è un thriller e trasferisce le dinamiche del genere in un'ambientazione claustrofobica come quella marina fondendosi in modo perfetto all'introspezione del Moby Dick di Melville, creando qualcosa di assolutamente nuovo (ma sto divagando). 
In realtà The Meg è un blockbuster. Estivo. Un film senza divieti, simpatico, avvincente, privo di splatter, con una storia d'amore e tutto il comparto del caso. Un film creato per divertire tutta la famiglia. Tratto dal romanzo horror fantascientifico MEG, pubblicato nel 1997 da Steve Alten, non è assolutamente un capolavoro, né un nuovo cult. E' un film onesto che intrattiene e lo fa bene, mettendoci per quasi due ore davanti agli occhi un essere preistorico acquatico capace di farci fare la ola, riemerso dalle profondità dell'oceano pronto a mangiare più gente (e cetacei vari) possibile. 


Sinceramente non mi aspettavo molto da un regista come Jon Turteltaub, ma devo ammettere che è stato in grado di sorprendermi positivamente. La gestione dell'azione è infatti perfetta se escludiamo le prime pessime scene iniziali, così come quella dei momenti comici. Se facciamo finta che non esistano i momenti più "intimisti" e romantici, il film fila via che è una bellezza riuscendo a infondere anche una certa ansia. Intendiamoci: è tutto prevedibile, esattamente come ci si aspetterebbe che fosse, ma torniamo proprio al concetto di blockbuster estivo. Qualunque altra deriva avrebbe scontentano l'80% di pubblico a cui si intendeva indirizzarlo e quindi va bene così, altrimenti un The Meg nei cinema non lo avremmo mai avvistato. E questo è un film che al cinema andrebbe guardato a qualunque costo: sul piccolo schermo perderebbe più della metà del proprio appeal

Jason Statham è la solita faccia da culo e io lo adoro per questo. Accontenta maschi (per quanto e scalciaculi) e femmine e si contorna di un cast femminile notevole (Li Bingbing ti amo). Protagonista però no, perché il vero è unico qui resta il megalodonte del titolo originale, un bestione preistorico di venti mentri circa antenato del grande squalo bianco (anche se le teorie più recenti smentirebbero la stretta parentela). Quando lui è in scena ci si esalta e considerata l'ottima realizzazione in CGI non ci si può lamentare neanche tanto. Ci si accontenta anche di non poter ammirare nemmeno una goccia di sangue e a malapena un arto mozzato, magari guardando con un po' di nostalgia al progetto originario che prevedeva Eli Roth dietro la macchina da presa. Allora meglio dimenticarsi del romanzo, meglio non pensare a che horror sarebbe potuto essere e lasciarsi trasportare da un innocuo divertissement della Disney, perché di questo si tratta e andare al cinema senza esserne coscienti sbriciolerebbe qualunque aspettativa.


Quindi, tirando le somme, The Meg è un buon action che punta poco sulla verosimiglianza, con scene subaque incredibili, non una battaglia contro la natura e men che meno con se stessi. Diverte, non ha nulla di instrospettivo e va bene così, senza rimpianti, 'ché di lacrime postume potremmo riempire l'oceano della storia del cinema di genere. Aspettarsi altro sarebbe oltremodo masochistico. 

Commenti

  1. Sapendo già cosa vedrò, di sicuro le aspettative non saranno alte..

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  2. Se le tieni basse rischi di divertirti. O almeno, io l'ho fatto :D

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