[Netflix] La prima stagione di Dark è un mindfuck pazzesco (2017)


Dark è una serie TV Netflix "andata in onda" a fine 2017. Solo che io ne parlo oggi. Perché? Perché il 21 Giugno 2019 finalmente verrà distribuita la seconda stagione. Ed io l'aspetto. La bramo. Nonostante abbia il presentimento misto a terrore che quanto di bello fatto con la prima stagione, circa un anno e mezzo fa, potrebbe venir fatto a pezzi. Sarebbe bello, a fine mese, se potessi tornare qui sul blog e dirvi quanto fosse stato sciocco questo mio sentire. Ma allo stato delle cose attuale posso solo scrivere: vedremo. E parlare di quanto è bella Dark nel presente, prima che il futuro agisca su di essa. 

Dark è la prima serie TV Netflix tedesca, un vero e proprio mindfuck tra thriller, drama e fantascienza. Ideata e diretta da Baran bo Odar, non è assolutamente qualcosa di mai visto nel panorama televisivo mondiale, anzi, tutto il contrario: Dark prende da decenni di serialità a piene mani. Solo che rielabora, determina e crea. Mette giù non un collage di situazioni ma un microcosmo autonomo. Si autodetermina.

Per fare questo ricorre a citazioni e influenze. La prima, la più palese e l'unica che citerò è quella di Twin Peaks


Sarò noioso, petulante e ripetitivo, ma Twin Peaks ha condizionato il modo di fare serialità televisiva (e non solo) dagli anni '90 in poi e un giorno non mi stupirei se si rivelasse persino retroattiva. In Dark è impossibile non riconoscere topoi fisici inaugurati da Lynch & Frost, dal bosco alla caverna fino alla centrale di polizia o all'hotel. Ma è anche da come molti di questi elementi ci vengono serviti tanto concettualmente quanto esteticamente, dalle riprese alle parole, che si palesa il debito enorme che Dark ha verso il passato.

Anche in Dark abbiamo la provincia sconvolta da un evento tragico e drammatico, in questo caso la scomparsa di un bambino. Che poi diverranno due. E poi tre. Eventi che aprono, quasi fosse un vaso di Pandora, la botola dei segreti di Winden. Perché in Dark nulla è come sembra e la verità ha tanti volti quanti sono i suoi personaggi, gli abitanti di un luogo infestato dai fantasmi del tempo e dei ricordi. La salubre aria di montagna diviene tossica, veleno contaminato dalle scorie radiattive di Chernobyl e dal sangue malato dei segreti che si muovono tra i decenni. Poi, ogni 33 anni, accade qualcosa, una sorta di maledizione, una malattia da cui il paese è affetto. Ed è su questa ciclicità che si muove la serie, saltando tra 3 (anzi, 4) piani temporali e poi facendo in modo che siano i piani temporali a saltare tra i personaggi come in un gioco di prestigio a cui noi spettatori assistiamo inebetiti. Perché osserviamo la pallina che passa da un bicchiere all'altro invece di osservare le mani del prestigiatore che li muovono. 


In Dark assistiamo a fantascienza pura, all'ennesimo serial sui viaggi nel tempo, wormhole e paradossi. La cosa affascinante è che, per come queste cose vengono gestite, non facciamo altro che assistere a un vero e proprio loop (almeno fino al finale di stagione). La cittadina di Winden diviene così una sorta di gabbia in cui tutto accade in maniera meccanicistica, insormontabile e paradossale. E i personaggi, immersi nel pantano, sguazzano nei loro drammi. Il cuore della serie è proprio questo: al di là del seguire il filo degli eventi, è proprio dove questo filo si va a incagliare che colpisce. I volti che si sovrappongono negli anni, le parole tra non detto e bugie, le lacrime e i silenzi. Gli occhi che parlano più delle bocca, che si sfilano da situazioni compromettenti, che cercano rifugio finendo per vagare desolati. Il senso di decadenza e abbattimento. Di "impotenza", ecco, è questa la parola. Dark è tutto qui. La storia in sé resta un pretesto. Scomodo, di cui non va perso neanche un frammento, l'elefante nel negozio di cristalli.

Dark è complicata. Basta poco per perdercisi nel mezzo. Ogni inquadratura cela un indizio, ogni battuta recitata in maniera squisita. Un puzzle o, meglio ancora, un labirinto. Alla fine del decimo episodio a molte domande viene data una risposta, ad altre no, altre ancora si affacceranno nuove sulla bocca dello spettatore inerme. Perché, se è vero che qui tutto torna su se stesso e il futuro agisce sul passato facendo collassare un presente che in realtà non esiste, narrativamente Dark segue una propria strada e possiede una propria linearità che, nel cliffhanger finale si apre a molteplici sviluppi e apre gli orizzonti. Ma non starò qui a raccontarvi cosa e perché, se non avete ancora guardato la prima stagione di Dark vi consiglio di andare a farlo immediatamente. Qui non troverete risposte precofezionate.

Se invece la prima stagione l'avete vista, riporto qui sotto l'albero genealogico delle famiglie di Winden, in modo tale da poter fare un bel riepilogo di nomi e personaggi prima del 21 Giugno. Ovviamente tutto questo è SPOILER:


Famiglia Kahnwald

Michael Kahnwald: Padre di Jonas e marito di Hannah, si suicida nel 2019. E' anche Mikka, il figlio scomparso di Ulrich Nielsen, che ha viaggiato indietro nel tempo fino al 1986.

Hannah Kahnwald: moglie di Michael e madre di Jonas. Innamorata sin da bambina (1986) di Ulrich Nielsen, ha avuto con lui una relazione nel 2019.

Jonas Kahnwald: figlio di Michael e Hannah, migliore amico di Bartosz Tiedemann. E' anche "l'uomo misterioso" proveniente dal futuro (2052)

Ines Kahnwald: infermiera in pensione, è la nonna di Jonas. Adotta Mikka/Michael nel 1986

Famiglia Nielsen

Ulrich Nielsen: poliziotto di Winden, marito di Katharina e padre di Magnus, Martha e Mikka. A fine stagione rimane intrappolato nel 1953.

Katharina Nielsen: preside della scuola di Winden, moglie di Ulrich e madre di Magnus, Martha e Mikkel. 

Magnus: figlio di Ulrich e Katharina. Ha una relazione con Franziska Doppler.

Martha: figlia di Ulrich e Katharina, fidanzata di Bartosz ed ex fidanzata di Jonas.

Mikkel: figlio di Ulrich e Katharina, scompare nel 2019 e resta imprigionato nel 1986. Diventerà il padre di Jonas.

Agnes Nielsen: madre di Tronte e nonna di Ulrich.

Tronte Nielsen: marito di Jana, padre di Ulrich e di Mads (bambino scomparso nel 1986 e ritrovato morto nel 2019).

Jana Nielsen: moglie di Tronte e madre di Ulricj e Mads.

Famiglia Doppler

Dr. Peter Doppler: marito di Charlotte e psicologo di Jonas.

Charlotte Doppler: capo della polizia di Winden, moglie di Peter.

Franziska Doppler: figla maggiore di Peter e Charlotte

Elisabeth Doppler: figlia di Peter e Charlotte. Sordomuta.

Helge Doppler: padre di Peter, ex guardia della centrale nucleare. L'Helge del 1953 viene quasi ucciso da Ulrich, quello del 1986 aiuta Padre Noah a rapire i bambini, quello del 2019 soffre di demenza senile.

Bernd Doppler: nonno di Peter, padre di Helge, fondatore della centrale nucleare di Winden.

Famiglia Tiedemann

Regina Tiedemann: madre di Bartosz, proprietà dell’hotel di Winden.

Aleksander Tiedemann: marito di Regina e direttore della centrale nucleare nel 2019. Compare nel 1986 e il suo vero nome è Boris Niewald. Ha un passato misterioso.

Bartosz Tiedemann: figlio di Regina e Aleksander, migliore amico di Jonas Kahnwald, fidanzato di Martha Nielsen.

Claudia Tiedemann: madre di Regina e nonna di Bartosz, prima direttrice donna della centrale nel 1986. Viaggiatrice nel tempo (fino al 2052), tira le file della storia. 

Egon Tiedemann: padre di Claudia, poliziotto di Winden.

Doris Tiedemann: madre di Claudia e moglie di Egon.

Altri personaggi

Erik Obendorf: ragazzo che scompare nel 2019, spacciatore locale. Il suo cadavere viene ritrovato nel 1953

Yasin Friese: bambino che scompare nel 2019, amico di Elisabeth Doppler. Il suo cadavere viene ritrovato nel 1953.

Padre Noah: prete senza Dio, viaggia nel tempo e rapisce bambini con l'aiuto di Helge per usarli come cavie per la sua macchina del tempo. Si contrappone a Claudia Tiedemann. Nel 2019 convince Bartosz Tiedemann e collaborare con lui.

H.G. Tannhaus: orologiaio e scienziato. Nel 1953 viene avvicinato dalla Claudia Tiedemann del 2019 per costruire una macchina del tempo. Nel 1986 viene avvicinato dal Jonas Kahnwald del 2052 per ripararla.

Commenti

  1. Io devo ancora vederla. Il fatto che sia tedesca forse va a togliere la perfezione assoluta che si poteva raggiungere, perché specie nelle linee temporali del passato non sarà mai deliziosamente "pop" come potrebbe essere una serie americana... Però mi intriga e non poco!

    Moz-

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In effetti da quel punto di vista è molto "europea", ma ci sono alcune chicche che non ti deluderanno da quel punto di vista.

      Elimina
  2. Sì, è un casino pazzesco, però quel casino di cui non puoi fare a meno ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Assolutamente d'accordo. Infatti si attende la nuova stagione con trepidazione.

      Elimina

Posta un commento

Info sulla Privacy