Annabelle 3 - Comes Home (di Gary Dauberman, 2019)


La targettazione nel cinema, come in qualunque altra forma commerciale, è importante ma non è detto che sia alla base della produzione di un film. Nel cinema horror mainstream molto spesso è precedente, ovvero si parte chiedendosi a chi un dato film si dovrebbe rivolgere e poi su questa idea di spettatore il film viene realizzato. 

Annabelle 3 è un film adolescenziale. Nel senso che io sono convinto si rivolga agli adolescenti e che sicuramente ha adolescenti come protagonisti in questo vero e proprio museo degli orrori edulcorati che ricorda non poco, per le meccaniche, i Piccoli Brividi letterari. Infatti non ha alcun tipo di divieto ed rimane sicuramente una visione innoqua. Segna inoltre il debutto alla regia dello sceneggiatore Gary Dauberman su un soggetto ideato da lui e James Wan, che secondo me è un vero e proprio genio: si è defilato dall'universo da lui stesso creato ma continua a tirarne i fili, cavando il sangue dalle rape e impedendo allo stesso tempo che 'ste rape cadano nel baratro. 

Annabelle 3 - Comes Home è il terzo capitolo della saga dedicata alla bambola malefica. Se volete leggere la mia opinione sul primo Annabelle e su Annabelle Creation potete cliccare qui e qui
Gli avvenimento narrati accadono (cronologicamente parlando) esattamente dopo quanto accaduto in The Conjuring

Durante un viaggio di Ed e Lorraine, la giovane Judy Warren viene lasciata nella grande casa dei demonologi assieme alla babysitter Mary Ellen. Alle due si unirà Daniela, incuriosità dal piccolo museo/prigione sovrannaturale custodito all'interno. Tra i tanti "reperti" e oggetti maledetti c'è ovviamente la bambola Annabelle, una sorta di canalizzatore demoniaco.


C'è poco da dire su Annabelle Comes Home. Un film innocuo, senza (quasi) una goccia di sangue, in cui si alternano apparizioni e mostruosità edulcorate che seguono i cliché del caso e non si dimostrano mai realmente interessanti (tranne, forse, un paio) raggiungendo in un caso o due forme di kitsch elevato. 
Annabelle 3 non spaventa, non fa ridere, non smuove nulla né nell'animo né nello stomaco dello spettatore, ma si lascia guardare senza colpo ferire. Si va avanti con una serie rodata di ingredienti (porte che sbattono, porte che si aprono da sole, apparizioni, campanelli che suonano) mixati ai soliti jumpscare di cui ne funzionerà uno al massimo. I sottotesti che mette in campo non sono affrontati in maniera originale, ma sono caratterizzati da una positività che mi è piaciuta e che rende il film adatto ad un target giovane con un intento formativo che non mi dispiace. Horror di formazione, quindi. Peccato che tutto resti abbastanza scontato. Il tema della perdita e della diversità sono stati affrontati molto meglio e con maggiore impatto emotivo, ad esempio e rimanendo sempre nel The Conjuring Universe, in The Conjuring 2 - Il Caso Enfield

Fa piacere invece ritrovare Vera Farmiga e Patrick Wilson in un doppio cameo. Per il resto sarà difficile ricordarsi di questo ennesimo capitolo di una saga che credo non abbia più nulla da dire in un universo cinematografico agli sgoccioli. Apettando The Conjuring 3, ovviamente. 

Commenti

  1. Praticamente queste uscite estive sono quasi tutte da bocciare ahaha Complimenti per il blog sono diventata una tua follower :-)
    Se ti va di passare da me io sono Il salotto del gatto libraio

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    1. Grazie mille :) tutte da bocciare no, La Bambola Assassina non è affatto male. Presto ne parlerò anche qui. Mi iscrivo subito al tuo blog.

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